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gruppo
organizzato di tifosi del VARESE FOOTBALL CLUB |
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Il
testo di questa pagina (fino alla stagione 1990-91) I PRIMI PASSI "Il 22 marzo 1910, in Varese, si costituisce una societ per il giuoco del calcio, col nome di Varese Football Club. Scopo della societ lo sviluppo del giuoco del calcio e d'altri giuochi all'aria aperta. I colori sociali sono bianco e viola" (articolo 1 dello Statuto). II campo di gioco lo spiazzo del mercato (l'attuale Piazza della Repubblica). Tutti, dai giocatori ai dirigenti (Brusa presidente), pagano la quota associativa di 1 lira al mese. I primi calci vengono dati da quei pochi appassionati del pallone che, dopo le prime partitelle, si trasferiscono sulla via per Masnago, vicino a Villa Pinardi. Nel 1913, dopo alcuni incontri dal risultato poco felice, il nuovo terreno di gioco diventa l'area dove ora si estende l'Aereonautica Macchi. Il campo delimitato da una corda atta a contenere il pubblico, gli spogliatoi sono improvvisati in un ristorante lungo il vialone della Macchi. Si continua cos a giocare amichevoli dopo amichevoli, gettando le basi per la futura squadra da iscrivere al campionato. Si incontrano l'Aurora di Busto Arsizio, la Libertas di Gallarate, il Luino, l'Unione Sportiva Milanese, l'Ausonia, la grande Inter. Il torneo di Promozione indetto dalla Lega Regionale Lombarda del 1914, il primo campionato ufficiale, vede i varesini nella prima divisa, di seta biancoviola. Si distingue Sormani, un grande portiere americano. Il Varese gioca nel girone finale, ma nel maggio del 1915 la guerra interrompe ogni tipo di attivit. Solo i bambini si ritrovano per dare quattro calci ad una palla di pezza. Nel 1919 la vita torna ad avere un ritmo regolare. Si comincia a riparlare di calcio. Le riunioni sociali si svolgono al Caff dell'Annunciata. Il nuovo allenatore biancoviola Achille Gama. L'area di Masnago diventa edificabile e allora ci si trasferisce alle Bettole. Dopo un pre-campionato dei risultati incoraggianti (si vince a Gallarate per 7-2, si pareggia in casa per 1-1 con la Juventus Italia, si sconfigge anche l'Olona Milano) il 12 ottobre 1919 parte il Campionato Lombardo di Prima Categoria con diciotto squadre suddivise in tre gironi. Si arriva ultimi con il Como e l'8 febbraio 1920 sul campo neutro di Saronno si gioca lo spareggio. 1-1 al termine del tempo regolamentare e vittoria nei supplementari: i varesini che in treno, auto e motocicletta hanno affrontato la trasferta vengono ripagati. Il campionato 1920-21 registra un avvio straordinario: in tre mesi solo una sconfitta, sei vittorie e tre pareggi. Lo spareggio con la Pro Sesto d il terzo posto. Comincia un periodo di crisi. Al termine della stagione 1921-22 c' la retrocessione in Seconda Divisione. L il Varese ci rimane un anno, prima di cadere in Terza Divisione dopo un fallimentare 1923-24. Il 3 febbraio 1923 nasce l'Associazione Sportiva Varesina che prende il posto del Varese Football Club. E' un'unione di forze tra il Club Sportivo Varesino, L'Unione Sportiva Varesina e i Moto Club Varese. L'interesse per il calcio a Varese torna ad accenders nel 1924-25, dopo grandi prestazioni come il pareggio per 3-3 con la Sestese. Si registrano disordini tra gli accesi tifosi. Nel 1925-26 gi si pu parlare di semi-professionismo. Compare il premio partita e alcuni giocatori provenienti da altri club guadagnano qualche soldo. DA BIANCOVIOLA A BIANCOROSSO Per incrementare lo sport, ma anche il turismo, a Varese nasce la Varese Sportiva. Siamo nel 1926-27 e, per concessione municipale, i colori sociali diventano il bianco e il rosso (i colori della citt). L'Associazione Sportiva Varesina, lo sport Club Luigi Ganna e la polisportiva Mussolini si fondono insieme. Franco Aletti il presidente della sezione calcio. La Varese Sportiva arriva seconda dietro la Sestese e, per il buon quoziente tra le reti fatte e quelle subite (venti contro sette), viene promossa in Seconda Divisione. Al termine del 1927-28 si quarti, ma la sorpresa arriva l'annata successiva: si liberato un posto in Prima Divisione (la serie C-1 di oggi) a causa della fusione di due squadre triestine, e viene assegnato proprio ai biancorossi. Con ventitr punti in ventisei partite si ottiene la salvezza. Fra le novit degli Anni Trenta l'allenatore ungherese Fatter, che contribuisce al lancio di giocatori delle giovanili. Il Caff Firenze (nell'attuale piazza della Repubblica) il ritrovo della tifoseria. Si gioca sempre alle Bettole, dove mancano gli spogliatoi. Tra alti e bassi sia arriva al 1932-33. La squadra nelle mani di Secchia e Pirovano. Sono venti i punti che equivalgono al settimo posto. I problemi finanziari mettono in crisi la Varese Sportiva. Addirittura sembra in forse l'iscrizione al campionato, ma grazie ai dirigenti come Gamberini, Mascetti e Cappelletti arriva ossigeno. Il penultimo posto finale costa la retrocessione e garantisce l'inizio di un periodo buio. Nel 1934-35 si rischia addirittura una nuova caduta. La Varese Sportiva assorbe la societ calcistica minore "La Prealpi". Un lascito al Comune di Varese dell'avvocato Bolchini permette di potere seriamente esaminare il progetto della costruzione di un campo di metri 105x65, pista di corsa a piedi, pista ciclabile di 450 metri. Prevista anche un'area di parcheggio di 11.000 metri quadrati. E' il progetto dell'attuale, mitico, stadio Franco Ossola. Il nuovo impianto, costruito a Masnago, denominato Stadio del Littorio e nel 1935-36 si abbandonano le Bettole. L'esordio ufficiale sul nuovo campo datato 17 novembre 1935, ma le cattive condizione meteorologiche costringono al rinvio della partita contro la Gallaratese per la terza giornata di campionato. Dopo due amichevoli, il primo incontro lo si gioca l'8 dicembre: sconfitta per 2-1 con il Dopolavoro SIAI di Milano. I prezzi dei biglietti sono di 1 lira per i ragazzi ed i militari, di 3 lire per gli altri. La revisone della Lega Calcio permette alla Varese Sportiva di iscriversi per i torneo 1936-37 alla Serie "C", il quarto posto un risultato di tutto rispetto. Del torneo del '38 da ricordare il "fattaccio Parpaiolo": il 30 gennaio a Masnago, ospite la Reggina, l'arbitro Parpaiolo, esordiente in C, non vede un clamoroso fallo da rigore per i nostri e concede invece il penalty agli ospiti che realizzano e vincono. Alla fine il direttore di gara viene assalito ed costretto alla fuga. Questi sono gli anni pi esaltanti e pi sfortunati della Varese Sportiva. Per ottenere il salto di categoria occorre vincere il proprio girone eliminatorio e partecipare alla fase finale che promuove solo due squadre: 1939-40 primi del girone, terzi alle finali; 1941-42 primi del girone, secondi alla fase finale a pari merito con l'Anconetana che viene promossa grazie alla favorevole differenza reti; 1942-43 primi del girone e finalmente promossi in B. LA PRIMA VOLTA IN B La gioia della prima iscrizione alla serie B presto dimenticata a causa delle tragedie dovute al conflitto mondiale. Parecchi giovani della nostra squadra e della nostra citt cadono sui diversi fronti di guerra. Varese, ad un passo da Milano, vista di buon occhi da diversi atleti che vestono il biancorosso grazie ai Compartimenti Territoriali Militari (tra i giocatori pi celebri Giuseppe Meazza). Si partecipa alle finali Piemonte-Lombardia, dopo lo spareggio vinto con il Brescia. Primo il Torino, ma Varese ha l'onore di aver preso parte ad un torneo assieme ad Ambrosiana-Inter, Juventus ed i granata per stabilire chi il migliore. Nonostante divampi la guerra, la Varese Sportiva partecipa ad un torneo regionale che prende il via il 31 dicembre 1944. Al termine del girone di andata si interrompe tutto. Lo stadio di Masnago diventa campo di concentramento per i prigionieri politici. Nel 1945-46 qualche calcio viene dato sul campo di Induno Olona, dove giochiamo contro la Pro Patria, Biumense, Gavirate e Luino. Terminata la guerra, il Varese iscritto di diritto al campionato di B. IL NUOVO VARESE FOOTBALL CLUB (1946-1960) Il 12 marzo 1946 per volere di un gruppo di dirigenti la Varese Sportiva si trasforma di nuovo in Varese Football Club. Il nuovo presidente Ronzoni, un industriale di Besozzo. I risultati tardano ad arrivare e per un solo punto si evita la retrocessione. A causa di profonde divisioni e di problemi economici all'interno della societ, Ronzoni d le dimissioni. Elvezio Mocchetti diventa Commissario Straordinario. I biancorossi chiudono il campionato successivo al quattordicesimo posto, tornando in C. Continuano i dissapori interni. Dopo il definitivo abbandono di Ronzoni e il ritorno di Fanco Aletti nel 1950-51, c' una breve parentesi con Giovanni Borghi (padrone della Ignis) ai vertici della societ. Il 3 settembre 1950 si inaugura ufficialmente il cippo di monolite di pietra di Saltrio, di tre metri in altezza e del peso di sessanta quintali, in ricordo perenne dell'indimenticabile biancorosso Franco Ossola, passato al Torino e vittima della tragedia di Superga (4 maggio 1949). A lui intitolato lo stadio di Masnago. I biancorossi chiudono il campionato in decima posizione. Il 1951-52 una delle annate pi storte del calcio varesino. Una squadra vecchia e inconsistente delude Giovanni Borghi che il 18 dicembre invia all F.I.G.C. le proprie dimissioni. Il Comitato di Reggena presieduto dal Rag. Vaccarella. Scontata, arriva l'umiliante retrocessione: addio alla C si in Quarta Serie. La caduta verticale e dopo il 1953-54 si retrocede addirittura in Prima Divisione. Il Commissario Straordinario Ferrario, anzich spiegare le ragioni del crollo, in un'assemblea del Varese F.C. denuncia il grosso deficit di nove milioni. La Societ in pericolo. Nel luglio del 1954, per conto del quotidiano locale "La Prealpina", Mario Lodi crea le premesse per la rinascita del calcio a Varese: indice un'inchiesta impostata su un ciclo di domande rivolte a personaggi dell'ambiente, accennando a come si potrebbe risolvere la crisi, alla possibilit di un abbinamento. Accettare la Prima Divisione o tentare con l'iscrizione alla Quarta Serie? Nella serata del 15 ottobre del 1954 al Manzoni promossa l'assemblea costitutiva della nuova societ. Il dott. Giovanni Marini acclamato presidente all'unanimit. Intanto il 12 settembre Piero Magni ha assunto la direzione tecnica della squadra. Uno dei pi illustri giocatori biancorossi dell'immediato anteguerra rappresenta l'ancora di salvataggio del calcio in citt. La promozione in C arriva dopo la nuova rivoluzione della Lega che crea il Campionato Nazionale d'Eccellenza vinto dal Varese. Pisa, Livorno, Mantova, Spezia, sono le formazioni pi blasonate della C nel campionato 1958-59 ed il Varese deve vedersela con loro: chiude il campionato a met classifica. Il 13 dicembre 1959 s'inaugura a Masnago la nuova tribuna centrale in cemento. Al termine del torneo il Varese ottiene in nono posto. I PRIMI ANNI SESSANTA: SI ARRIVA IN A (1960 - 1966) 1960-61. Questa stagione il Varese la vive con incertezza sino all'ultima giornata: occupa i bassifondi della graduatoria e ci si gioca a Cremona la salvezza. I grigiorossi sono matematicamente salvi e gli ospiti riescono a vincere il delicato confronto. 1961-62. Marini, il presidente della rinascita, lascia il timone. Il suo posto viene preso dall'industriale edile Cesare Casati. Si rivedono personaggi che hanno fatto e faranno la storia del calcio varesino: l'avvocato Lino Oldrini (a lui intitolato attualmente il Palazzetto dello Sport), Giovanni Borghi, Aletti, Rusconi. Arriva l'allenatore Ettore Puricelli e si programma una ascesa del Varese nel giro di pochi anni. Al termine del campionato per arriviamo quinti mentre la Triestina promossa. Si distinguono "Cicci" Ossola come laterale e la coppia di terzini Tellini-Del Bene. L'esperimento riuscito, la squadra ora pronta per tentare il miracolo. 1962-63. E' una annata di vere imprese: sessantuno reti segnate, ventuno incassate, trentaquattro incontri disputati, vinti venti, pareggiati dieci e persi solo quattro. Il biancorosso Mario Pasquina, ingaggiato dalla Cremonese, segna venticinque gol. E' l'anno della prima promozione. Esattamente dopo venti anni l'accoppiata Busini-Puricelli conquista la B! 1963-64. C' voglia di ben figurare e la societ opera per vivere tranquillamente l'esperienza della cadetteria. Arrivano Traspedini, Vetrano, Spelta, Ferrari, Duvina, Cucchi, Soldo ed altri. Questa la formazione tipo: Lonardi, Tellini, Maroso, Ossola, Beltrami, Soldo, Spelta, Cucchi, Traspedini, Pasquina, Vetrano. Su trentotto incontri giocati, diciasette vittorie, diciassette pareggi e quattro sconfitte tutte in trasferta. Il Varese in serie A!!! L'unica ombra della stagione la morte di Lino Oldrini, Sindaco della Citt, particolarmente presente nel mondo dello sport. Nascono tantissimi club di sostenitori biancorossi (il 20 giugno 1964 quello intitolato a Franco Ossola, con sede nel regno del football varesino, il Caff Firenze). Lo stadio di Masnago viene rinnovato: le tribune ampliate circondano il campo, cominciano i lavori per la mitica curva Nord in cemento. Borghi e Casati rinnovano la fiducia a Busini e Puricelli. 1964-65. Vengono acquistati tra gli altri Horst Szymaniak, laterale nazionale tedesco e lo svedese Kurt Andersson, limitate le cessioni. Strano comunque rimane l'allontanamento del bomber Pasquina, ceduto al Pavia dopo due mesi dall'inizio della stagione. Il Varese fa della semplicit la sua arma migliore e, oltre ai risultati, ottiene anche consensi e simpatie. La Lazio vince a Masnago facendo crollare il record di 54 incontri consecutivi casalinghi senza sconfitta per la matricola. In societ il sig. Filiberti ha idee di grandezza, il comm Casati d le dimissioni. Cambiano i rapporti on i giocatori e sparisce la "famiglia dei miracoli". Filiberti assume la presidenza come una gestione industriale. Arriva la salvezza. Giulio Cappelli, l'uomo di fiducia di Filiberti, il vero protagonista di quanto accade al Varese. 1965-66. I biancorossi non sono pi quelli di una volta. La squadra completamente rinnovata. Via i grandi di ieri per fare il posto ai vari Nestor Combin, Roberto Boninsegna e Riccardo Sogliano. Dopo un fallimentare inizio di stagione, Cappelli se ne v, il nuovo allenatore Mario Gambazza. Cambiamenti per l'organico societario: Filiberti fa parte del Consiglio di Presidenza, rientra Busini e Giovanni Borghi controlla la situazione. Le difficolt non diminuiscono e, in mancanza di risultati, il presidente chiama Piero Magni che ritorna dal Lugano. Per un breve periodo gli viene affiancato il prof. Messina. La situazione compromessa, la societ blocca gli stipendi, ritira le automobili ed accusa i giocatori davanti alla Lega di scarso rendimento. A Magni succede Trapanelli. Il Varese rotola in B. Bisogna pensare a come tornare subito nella massima serie. GLI ANNI DI GIOVANNI BORGHI (1966 - 1970) 1966-67. Borghi sposta la sede della societ a Comerio, presso gli uffici della sua azienda: la Ignis. La societ prende il nome di Varese Calcio. Il figlio Guido diventa il vicepresidente. Ora Bruno Arcari che guida la squadra rinforzata da un giovane siciliano prelevato dalla Massiminiana di Catania, Pietro Anastasi. E' la stagione del trionfo. La vetta vede la lotta di Varese e Sampdoria: la promozione in A, addirittura alcune giornate prima del termine del campionato, corona un lavoro d'equipe tra societ e giocatori. 1967-68. E' la stagione che regala le pi grandi soddisfazioni ai tifosi biancorossi. In molti ricordano il 5-0 alla Juventus con tripletta di Anastasi e le reti di Leonardi e Vastola. Secondo a met campionato, il Varese chiude al settimo posto. 1968-69. I migliori talenti vengono ceduti ai pi grandi squadroni del campionato. A Giovanni Borghi succede il figlio Guido, mentre come tecnico riconfermato Arcari. Gli entusiasmi appena vissuti non si possono ripetere ed il Varese condannato alla retrocessione alla fine di una deludente annata. 1969-70. Si cerca di rinnovare lo spirito, di ricostruire gli stimoli, si ringiovanisce lo spogliatoio con giocatori dai piedi buoni (Bonatti, Bettega, Perego) allenati dallo svedese Nils Liedholm. E' una rincorsa entusiasmante verso la serie A. GLI ANNI SETTANTA (1970 - 1979) 1970-71. Il vivaio rappresenta il punto di forza della societ. Bettega ritorna alla Juventus, Liedholm rimane come allenatore. La prima vittoria nella massima serie arriva addirittura alla 17^ giornata, ma la permanenza nell'olimpo del calcio nostrano comunque assicurata: nel finale del torneo il Varese batte il Milan (2-1) a San Siro e pareggia (2-2) a Torino con la Juventus. 1971-72. Allo svedese subentra Brighenti sulla panchina del Varese. Dopo sei giornate e molte difficolt ad ingranare, Cad prende il suo posto ma non riuscir a sistemare la pericolante classifica. Nuovo scontato cambio di allenatore: la volta di Peo Maroso, anche se la retrocessione lo stesso inevitabile. 1972-73. Si cerca di giocare il campionato con tutta umilt, senza grandi pretese. Ed invece la squadra si trova in zona-promozione per quasi tutta la durata del torneo. Il salto di categoria non avviene a causa dell'inesperienza dei giovani biancorossi che non reggono alla distanza. Tra tutti si distinguono Gentile e Marini, i futuri campioni del mondo con la Nazionale Italiana del 1982. 1973-74. La promozione soltanto rinviata di un anno: "A piedi si va in Serie A" lo slogan dei supporters varesini costretti ad abbandonare le automobili dall'austerity. 1.500 tifosi accompagnano la squadra di Maroso a Novara, dove avviene la consacrazione del salto di categoria. La difesa un autentico muro imperforabile, il centrocampo solidissimo, Libera e Calloni irresistibili punte. 1974-75. Maroso, protagonista del miracolo, viene confermato alla guida del Varese, ma il gruppo a sua disposizione non pi lo stesso: diverse le partenze (Libera e Calloni) ed i nuovi arrivi non riescono ad evitare la retrocessione. E' l'ultimo anno di Serie A della storia biancorossa. Ricky Sogliano esordisce come direttore sportivo. 1975-76. Si chiude la gloriosa epoca del Varese. Muore Giovanni Borghi, un uomo che ha saputo dare tanto allo sport, alla citt ed alla gente. Con lui si sono vissuti momenti irripetibili. Ancora una volta il Varese protagonista per tutto il campionato ed ancora una volta nel finale di stagione che perde il treno per la promozione. Questa la formazione tipo: Martina, Guida, Maggiora, Prato, Chinellato, Dal Fiume, Manueli, De Lorentis, Ramella, Dalle Vedove, Muraro. 1976-77. Maroso si ritrova una rosa completamente rinnovata ed ovvio che il bersaglio da centrare sia la salvezza, che tanto tranquilla non . Dopo un girone d'andata chiuso in una posizione di centroclassifica, i biancorossi precipitano nel ritorno, ed un disperato recupero finale permette di evitare cadute gravide di conseguenze. 1977-78. La politica varesina non cambia neppure nel campionato successivo: con affanno si agguanta la salvezza. Da registrare che Bisson e Piedimonte prendono il posto di Guido Borghi e Sogliano. 1978-79. Cambiano i protagonisti ma non il copione. Rumignani l'allenatore. La squadra impostata con improvvisazione e com se non bastasse i rapporti tra i dirigenti sono tesissimi. Piedimonte molla, rientra Sogliano. Rumignani esonerato e al suo posto in panchina siede Eugenio Fascetti, giovane allenatore della Primavera. Il Varese langue nei bassifondi della graduatoria e dopo sedici anni torna in C. Da Genova l'avvocato Colantuoni si trasferisce nella citt-giardino e rileva in blocco le azioni del Varese Calcio. I PRIMI ANNI OTTANTA (1979 - 1984) 1979-80. L'inizio degli Anni Ottanta l'ultimo periodo di gloria per il nostro calcio. Il presidente Colantuoni attua con convinzione la politica dei giovani e conferma Fascetti come allenatore (il tecnico che la stagione precedente si era visto affidare una squadra gi retrocessa). Il Varese gioca con grinta e velocit: si torna subito in B! 1980-81. A promozione avvenuta, il presidente continua a professare umilt e a puntare tutto sul settore giovanile. Chiuso il primo anno di cadetteria con l'unico scopo di conoscere il campionato, alcuni dei ragazzi di Fascetti maturano e diventano le pedine fondamentali di un gruppo che far vivere l'ultimo anno di vera gloria ai tifosi varesini. Per la cronaca ci si salva all'ultima giornata battendo 4-0 il Pisa al Franco Ossola. 1981-82. Beppe Marotta il delfino
di Colantuoni, Erminio Dall'Oglio lo sponsor del Varese con il marchio Hoonved. I
biancorossi rappresentano la pi bella novit del campionato e dominano l'intero girone
d'andata. La promozione nella massima serie non pi cos lontana. Tutto si gioca a
Roma. Gli uomini di Fascetti devono assolutamente vincere contro la Lazio, i padroni di
casa non possono perdere perch rischiano la retrocessione. Il Varese si porta in
vantaggio per 2-0, ma nel secondo tempo l'arbitro Agnolin favorisce la rimonta dei
biancocelesti che vincono una partita da molti considerata "rubata". Neppure con
il passare degli anni si calmeranno le polemiche su questa gara che diventa un vero e
proprio caso: non solo l'arbitro non ha convinto... 1982-83. Nell'annata successiva il Varese non pi lo stesso, profondamente rinnovato nell'organico chiude il torneo a met classifica. Colantuoni annuncia il divorzio da Fascetti, uno degli allenatori pi rimpianti dai tifosi biancorossi. 1983-84. La guida tecnica della squadra affidata a Catuzzi che sacrifica il bel gioco per dare un'impronta di concretezza e praticit al modulo biancorosso. Nonostante le critiche del pubblico l'allenatore continua per la sua strada e conserva la permanenza in serie B. IL RAPIDO DECLINO VERSO IL FALLIMENTO (1984 1988) 1984-85. Giampiero Vitali e l'ultimo allenatore del Varese nella cadetteria. La squadra, dal punto di vista dello spettacolo, diverte di pi, ma non riesce a raccogliere punti. Troppe le partite perse all'ultimo minuto. La vittoria di San Benedetto del Tronto fa tirare un sospiro di sollievo, ma dopo alcune deludenti prestazioni la situazione diventa sempre pi pericolosa: d'obbligo vincere in casa contro il Bologna. Gli emiliani rischiano per quasi tutta la partita, ma trovano il gol che gela Masnago e che condanna il Varese. La sconfitta contro il Perugia chiude definitivamente il capitolo "B". 1985-86. Colantuoni abbandona il Varese, che ormai diventato una "patata bollente", a Beppe Marotta. Il portiere Zunico e Misuri sono gli unici superstiti di una squadra completamente mutata (la nota operazione-Triestina). Salvad, Scaglia, Di Giovanni, Strappa, Bongiorni, Filardi, Orlando e tutti gli altri vengono rimpiazzati da illustri sconosciuti. Di questo mercato si occuper, per ipotesi di violazione fiscale, la Magistratura. I biancorossi sono guidati prima da Canali, poi dall'allenatore della Primavera Balestra (scuola Fascetti), ma la retrocessione in C2 scontata. Nelle ultime giornate il Varese schiera tutti i ragazzi delle giovanili, che fanno migliore figura rispetto ai loro pi quotati compagni. 1986-87. Sono passati 25 anni, ed il Varese Calcio ripiomba nell'anonimato. A Marotta succede la coppia Squizzato-Scandroglio, affiancata dal segretario Pasquali e dal DS Piero Ossola. Vincere subito il campionato di C2 l'aspirazione nascota di una squadra nuovamente affidata all'esperto Maroso. Si rimane sempre nella lotta al vertice, ma alcuni risultati negativi causano l'esonero dell'allenatore. Al suo posto ecco Edoardo Reja ed il campionato si chiude senza emozioni. 1987-88. E' il momento pi brutto della storia del Varese. E' l'anno in cui la societ fallisce. La Guardia di Finanza fa emergere gravi irregolarit nella gestione dal 1982 al 27 novembre 1986 e omissioni di scritture contabili. L'allenatore Carletto Soldo si isola con la squadra concentrandosi sul campionato.Il sindaco Sabatini e il curatore fallimentare Caramella si adoperano per dare uno sbocco positivo all'intricata vicenda. La citt risponde alle loro chiamate costituendo una cordata di imprenditori che d vita al Varese Football Club: il Varese salvo dal punto di vista societario! E lo a fine campionato dal punto di vista sportivo. La matematica certezza della permanenza in C2 arriva alla penultima giornata, con il pareggio a porte inviolate a Novara: nello spogliatoio biancorosso si brinda con bottiglie di acqua minerale. LA RINASCITA DEL VARESE FOOTBALL CLUB (1988 - 1990) 1988-89. Rinasce il Varese. Il primo presidente della cordata di imprenditori che ha salvato la societ Claudio Milanese. La squadra affidata a Cesare Butti, giovane allenatore con un discreto passato da giocatore. Il gioco non un granch e le difficolta sono tante. La panchina passa all'esperto Gianni Seghedoni. Si chiude senza sussulti a met classifica. 1989-90. Tocca a Luigi Orrigoni, anche sponsor con il marchio dei supermercati Tigros, a prendere il posto di presidente. Viene richiamato alla guida tecnica Peo Maroso. Tornano a rinforzare la rosa Gildo Salvad (dal Monza) e Gigi Zerbio (dal Mantova). Si parte alla grande ma un calo nella seconda met del girone d'andata porta la squadra biancorossa al quarto posto al giro di boa. Un travolgente ritorno, grazie ai gol della coppia Tatti-Zerbio, ci riporta in C1. E il trionfo! GLI ANNI NOVANTA (1990 - 1999) 1990-91. Si cambia ancora presidente: Giulio Nidoli. Maroso confermato e in citt rinato l'entusiasmo nei confronti dei biancorossi. Per la C1 stata ritoccata la rosa rispetto all'anno passato. Sono arrivati Mosele, Bolis e Limido, ma se ne sono andati Tatti e Paolillo, due giocatori determinanti per il salto di categoria. La squadra stenta. A met campionato salta Maroso che viene sostituito da Alfredo Magni. La squadra sembra dare segni di ripresa. Nel derby di Como (0-0) sono in 1.500 i tifosi biancorossi al seguito. Si arriva a giocarsi la salvezza all'ultima giornata. Ad Empoli il Varese passa in vantaggio. Sembra fatta. I toscani pareggiano e a tre minuti dalla fine su passaggio all'indietro di Sogliano, il portiere Fadoni scivola e Carboni impietosamente insacca. Varese di nuovo in C2. 1991-92. Orrigoni torna alla guida della societ con Magni confermato in panchina. Si tenta il ritorno in C1 ma la squadra arranca senza riuscire a raggiungere la zona promozione. Si chiude in anticipo al 3 posto. 1992-93. E' di nuovo Soldo l'allenatore biancorosso. Non ci sono grandi aspirazioni per questa stagione. Si punta alla permanenza in C2 che si ottiene senza patemi. 1993-94. La squadra si appena radunata e Orrigoni comunica la notizia che gela la citt: il Varese Football Club si auto-retrocede nel Campionato Nazionale Dilettanti. La motivazione, secondo i dirigenti biancorossi, che se il calcio a Varese deve sopravvivere questa l'unica soluzione possibile. Il varesino Mario Belluzzo alla guida della squadra. Si chiude al primo posto un lotta-a-lotta con il Saronno e si torna in C2. Anche la Coppa Italia Dilettenti entra nella bacheca biancorossa. 1994-95. Orrigoni lascia la societ, Claudio Milanese ridiventa presidente. Il campionato tranquillo, ma il torneo di Coppa Italia di Serie C che rilancia il calcio a Varese. I biancorossi si impongono in finale sul Forl (0-0 in trasferta, 3-0 al Franco Ossola davanti a 4.000 spettatori). 1995-96. Paolo Binda il nuovo presidente con Milanese suo vice. Belluzzo viene sostituito da Caligaris. L'obiettivo della societ biancorossa di raggiungere i playoff, ma alla squadra manca sicuramente qualcosa. Si chiude senza sussulti al settimo posto. 1996-97. La societ punta senza mezzi termini alla promozione. Ma il gioco come la stagione precedente scadente. Caligaris a furor di popolo viene esonerato, Patrizio Sala prende il suo posto, ma non cambia nulla. Ci si salva con una giornata d'anticipo. 1997-98. Viene ingaggiato Mister Roselli. La squadra parte in testa alla classifica, e non la perde fino alla fine. Nell''ultima partita contro il Leffe, sono 6.000 i tifosi che salutano il ritorno in C1. Ecco la formazione tipo: Brancaccio, De Stefani (Gheller), Citterio, Borghetti, Tolotti, Terni, Ferronato, Angeloni (Gorini), Sala, Porro, Possanzini (Cavicchia). 1998-99. Roselli viene confermato. Vanno via Possanzini, Porro, Citterio ed Angeloni. Arrivano gli esperti Zago e Modica e la giovane punta del Torino Pellissier. L'inizio non male. Al giro di boa il Varese si trova ad un punto dalla zona playoff. Nel ritorno la tremenda crisi.Comunque la vittoria a tavolino a Padova e l'uno a zero nell'ultima giornata contro la Spal salvano i biancorossi. Ecco la formazione tipo: Brancaccio, Gheller, Modica, Borghetti, Tolotti, Terni, Ferronato, Gorini, Sala, Zago, Pellissier (Bazzani). I GIORNI NOSTRI 99-2000.
Dopo la salvezza con i patemi, Mario Beretta prende il posto di Roselli. La
squadra rimane pi o meno la stessa con gli innesti di Mandelli e Comi (dalla
Biellese) , Balzaretti dal Torino e Centi dalla Pro Patria. L'inizio, dal punto
di vista dei risultati, non dei migliori ma la squadra gioca un calcio
splendido. Il lavoro di Beretta alla lunga d i suoi frutti e la squadra riesce
a macinare gioco, gol e punti. I biancorossi si trovano ad inizio del girone di
ritorno in piena zona playoff. Davanti a 5.000 tifosi impazziti di gioia vincono
il derby con il Como. Con due giornate di anticipo i biancorossi agguantano i
playoff. I tifosi sognano il ritorno in serie B. Ma rimane un sogno... nella
doppia sfida con il Cittadella si vince la prima al Franco Ossola (1-0 ma poteva
essere di pi) e si perde la seconda in trasferta (2-0). Peccato! 2000-01.
Dopo la brillante stagione precedente si riparte all'insegna della continuit
con lo "zoccolo duro" (Borghetti, Terni, Gheller, Gorini,
Cavicchia, Tolotti) sempre presente e con qualche variazione per motivi
di cassa. Vengono ceduti Mandelli, Pellissier e Brancaccio, arrivano il
portiere Sorrentino e l'attaccante Foglia dal Torino, il difensore
Bandirali dal Castel di Sangro e le punte Gallo e Dino Fava. 2001-02. Durante
questa stagione cambia la propriet della societ: la famiglia Turri
acquisisce il 51% della quota societaria, ma la vecchia dirigenza
(Milanese, Binda e compagni) rimangono. La squadra viene allestita come
sempre dal direttore generale Capozucca, il quale porta a Varese, alla
corte di Mario Beretta, il portiere Castelli (di propriet dell'Inter,
la stagione precedente al Cagliari), il giovanissimo trequartista Andrea
Gasbarroni (della Juventus), l'attaccante Mirco Gasparetto (di
propriet del Milan, la stagione precedenta al Padova). Gasbarroni
la sorpresa pi bella: un talento straordinario al servizio della
squadra. Tantissimi sono i suoi assist per uno scatenato Dino Fava, in
questa stagione pi goleador che mai. Il Varese rimane per tutta la
stagione in lotta per un posto nei playoff. Decisiva risulta diventare
la penultima partita contro la Triestina al Franco Ossola: i giuliani
sono quinti, noi sesti. Non basta una "partititissima" dei
nostri. Finisce 2-2 (con beffa in zona Cesarini) e i sogni di gloria si
infrangono. Prima della fine del campionato il direttore generale
Capozucca lascia Varese dopo nove anni di proficua attivit in
biancorosso: lo attende la serie B alla Ternana. |
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